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Lubit perché? Apro questo articolo sulla scorta delle osservazioni che hanno acceso una interessante discussione sul precedente post e su Facebook. Sostanzialmente per i seguenti motivi: innanzitutto si tratta di una derivata di Ubuntu stabile e poco avida di risorse, adatta sia a macchine poco dotate che per quelle destinate a operazioni pesanti, per di più supportata da un’attiva comunità locale.

Ho quindi cercato di immaginare come “personalizzare” i collegamenti ai software installati su Lubit (perdonate forse l’inopportuno utilizzo di questo verbo ma, per un utilizzatore puro di S.O., non mi viene in mente termine più calzante).

Premetto che, avendo il duplice obiettivo di testare Wine da una parte ed impratichirmi con le funzioni di Lubit, la procedura riportata di seguito riguarda due collegamenti, uno ad un software Windows e l’altro connesso ad una installazione Linux, anche se nulla vieta di utilizzare questa procedura per crearne di personali.

Sostanzialmente sono due le strade percorribili. Non essendo fattibile, per scelta progettuale, creare una cartella sul desktop al cui interno inserire il link ai programmi, è possibile prevedere “oggetti” (cartelle, file, link, …) all’interno della “Scrivania” o in qualsiasi altra posizione. Tra queste ultime due opzioni, vista la facilità con cui si può raggiungere in Lubit l’icona della Scrivania, ho ritenuto utile optare per la prima.

Vediamo dunque cosa occorre: semplicemente Thunar, la “Scrivania” (cfr. sotto) e la funzione “crea documento”.

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Una unica accortezza: ricordo agli utenti Windows che nel “loro” mondo (parlo già come un “pentito di mafia”… speriamo bene!!!) la punteggiatura rappresentata dai “:” non è supportata nel nome file e, dunque, le Screenshot catturate in ambiente Linux (in cui viene riportata l’ora di scatto) vanno rinominate. Diversamente non sarà possibile spostarle in Windows. Del resto, anche se non sarebbe necessario perché esiste in Lubit “AbiWord”, sto scrivendo su un PC Windows, tornando di fatto ad essere un mafioso non ancora del tutto pentito…

Superata questa inezia (anche se inizialmente – non avendo posto la dovuta attenzione alla punteggiatura – stavo per arrabbiarmi con Lubit, quando bisognerebbe chiedersi perché in Windows non si possano utilizzare tutti i caratteri alfanumerici presenti sulla tastiera), passiamo alla procedura per la creazione dei collegamenti dei vari Software sulla Scrivania.

In estrema sintesi e per par condicio, una volta copiata da qualche parte la versione standalone di un software Windows (nella fattispecie qui ho utilizzato DVDStyler – http://www.dvdstyler.org/en/) ed installata la versione per Linux di SweetHome 3D (http://www.sweethome3d.com/it/), ecco cosa andrebbe fatto…

Per DVDStyler:

1) installare Wine (http://www.winehq.org/);
2) tasto destro » selezione di Thunar;
3) click su Scrivania;
4) tasto destro » Crea Documento » File Vuoto;
5) nominare il file appena creato in modo da sapere a quale collegamento farà riferimento;
6) tasto destro » Apri con Leafpad e digitare al suo interno:

#!/bin/bash
/usr/bin/wine /home/alberto/DVDStyler/bin/DVDStyler.exe

(la seconda parte è funzione del percorso in cui è stata copiata la cartella del software portabile, in questo caso DVDStyler. Tra l’altro la prima parte del percorso (nel mio caso “/home/alberto”) può essere sostituita dal “~”, simbolo ottenibile in Linux attraverso la combinazione di tasti Alt Gr + ì);

7)    salvare il relativo file (senza estensioni particolari);
8)    attivare lo script appena scritto (tasto destro » Proprietà » Permessi » Permetti di eseguire il file come programma). E questo è il grande merito da riconoscere a Linux. Senza questa procedura non si può lanciare il software, tenendo a debita distanza virus, trojan, tanto familiari agli utenti Windows;
9)    fine. Ora, andando a cliccare (1 singolo click) sul collegamento presente in Scrivania, sarà possibile lanciare “Wine” e, subito di seguito, DVDStyler.

Per SweetHome3D (2 procedure possibili – Installazione o Semplice utilizzo):

Installazione:

1)   tasto destro su “Synaptic”;
2)   immissione della propria password se richiesta;
3)   tasto “Cerca” (cercare “sweet”);
4)  usando il tasto destro, selezionare “installa” per tutti quei pacchetti che intendo installare;
5)   cliccare in alto su “Applica” per attivare l’installazione;
6) aprire Thunar ed accedere alla cartella “SweetHome3D” creata dall’installatore (nel nostro caso “~/SweetHome3D”);
7)  lancio del terminale con creazione di un link simbolico nella cartella dell’installatore digitando il comando: ln –s target nome_link, dove “target” va sostituito con il nome dell’eseguibile interno alla cartella e “nome_link” è il nome che useremo per identificare il collegamento sulla Scrivania. Nel caso in cui non si personalizzi il percorso od il nome dell’eseguibile, andrà scritto: ln –s ~/SweetHome3D-4.3/SweetHome3D sweethome;
8) attivazione dello script appena scritto (tasto destro » Proprietà » Permessi » Permetti di eseguire il file come programma);
9)  taglio e sposto nella Scrivania il link che è stato creato da Linux e nominato sweethome;
10) singolo click sul link “sweethome” contenuto nella Scrivania.

Utilizzo come segnalato sul sito del Produttore:

1)   scaricare dal sito (http://www.sweethome3d.com/it/) il file compresso per Linux ad estensione “.tgz”;
2)   facendo doppio click sul file appena scaricato, si dezippano in una cartella tutti i file contenuti nel file compresso. Volendo si può spostare o rinominare a piacere la cartella;
3)   si prosegue come da punto 7 riportato nella procedura di installazione.

Questi i passaggi per ottenere rapidamente nella cartella chiamata Scrivania i due collegamenti di cui sopra.

Da tener presente che il caso di SweetHome3D in fase di installazione è particolare, in quanto crea una cartella con all’interno i file che servono per lanciare il programma. Di norma Linux prevede invece che, al termine di una installazione, si debba soltanto lanciare il terminale e digitare il nome dell’eseguibile che andremo ad utilizzare, permettendo di fatto all’utente di non doversi curare di dove siano stati salvati i file del programma.

Inoltre, se intendete personalizzare i menu anziché utilizzare i link in Scrivania, vi rimando al post “Lubit – personalizzazioni cont.”.

Concludo dicendo che l’aver considerato il collegamento ad un software Windows vuole semplicemente agevolare, almeno in fase iniziale, chi – come me – deve cominciare ad impratichirsi con le distro basate su Ubuntu. La maggior parte degli utenti potrà infatti trovare supporto a tutte le attività di norma svolte sul S.O. di casa Gates direttamente all’interno di Lubit.

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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

Una risposta »

  1. […] software è multipiattaforma, ovvero lo si può usare sia sotto Windows che in Linux (qui alcune indicazioni su come installarlo sotto Linux). Inoltre può essere impiegato anche in […]

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