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Dopo le opportune premesse del precedente post, andiamo ad analizzare la configurazione attualmente presente sul mio eeePC 900.

Dovendo escludere a malincuore distro Linux del calibro di Lubit, Ubuntu, Lubuntu, XUbuntu, etc… (perché eccedenti i 4Gb di SSD a mia disposizione), ho cercato sul web una qualche distribuzione che potesse:

a)    richiedere meno risorse possibili in termini di installazione su SSD;

b)    non incidere in maniera significativa sulla RAM presente (1Gb);

c)    essere supportata almeno per i prossimi anni, sia a livello di forum che di sistema operativo da cui eventualmente deriva;

d)    essere facilmente installabile e configurabile in fase di post-installazione;

e)    riconoscere l’hardware del netbook senza eccessivi interventi da parte dell’utente;

f)     prevedere strumenti utili per assolvere alle attività di norma proponibili da una utenza “normale” (navigare sul web, leggere la posta, prevedere un pacchetto in stile Microsoft Office, etc…)

Qualcuno potrebbe obiettare che, onde evitare grossi problemi e per “provare per credere” (come recitava una famosa pubblicità di mobili dei tempi andati), sarebbe stato utile e più opportuno indirizzarsi verso una distribuzione “Live” (ovvero avviabile da supporto removibile). Così facendo, però, si deve fare affidamento sul caricamento in RAM di molti processi e, sebbene le risorse richieste siano il più delle volte ridotte all’osso (almeno per molte delle distro da me testate), i tempi di accesso al sistema operativo restano comunque maggiori rispetto a quanto previsto da una distro correttamente installata su Hard Disk.

Premesso che esiste pur sempre Puppy Linux, distro specificatamente pensata per netbook del calibro dell’eeePC (riconosce senza problemi tutti i drivers del “piccolino” di casa ASUS ma risulta decisamente datata e non più supportata sebbene il progetto attualmente sia stato traghettato in Simplicity Linux) e dopo aver testato molte distro (trovate un elenco non esaustivo al seguente indirizzo web: http://distrowatch.com/?newsid=06920 + l’elenco dei “S.O. da me testati” in fondo all’articolo) alcune delle quali:

  • non rientravano nei 4Gb di occupazione memoria una volta residenti sul PC;
  • “macinavano” per ore bloccando di fatto il processo di installazione (alla fine, tranne la partizione, non vi era alcuna traccia del S.O. sull’hard-disk);
  • non riconoscevano l’hardware dell’eeePC, rendendo inutile proseguire se non impiegando procedure macchinose e decisamente non alla portata di un neofita che non si muova con disinvoltura al di fuori di Windows,

ho concentrato la mia attenzione sui seguenti sistemi operativi:

SLAX (https://www.slax.org/it/)
Pregi: Criticità e/o verifiche:
  • attivazione praticamente immediata della versione “Live” direttamente da Windows (yuppieee!!!). Ecco come fare:
    1. estrarre (su una qualsiasi chiavetta che abbia almeno 1Gb di spazio) il file zip per USB scaricato dal sito a questo indirizzo: https://www.slax.org/it/download.php;
    2. spostarsi (con esplora risorse) nella cartella “boot” presente sulla chiavetta e con un doppio click lanciare il file “bootinst.bat”. Così facendo avremo Slax installato in modalità persistente sulla nostra pendrive;
    3. è sufficiente riavviare avendo l’accortezza di selezionare – in fase di boot del PC – l’avvio del S.O. da USB;
  • fluidità di navigazione ed utilizzo, anche con poca RAM;
  • interfaccia chiara e ben visibile;
  • moduli software “standalone”, ovvero che necessitano della semplice estrazione in una cartella per poter essere utilizzati al successivo avvio. Vantaggio non da poco se ci si vuole creare un S.O. residente su una chiavetta, riducendo od ampliando il numero di software disponibili semplicemente cancellando o copiando dei pacchetti. In tal senso, sarà più immediato provare un software senza poi doverlo disinstallare (come si fa sia nelle distro Linux che di norma in Windows. In questo ultimo caso, visto che mi muovo tra casa, ufficio e faccio assistenze “volanti”, personalmente ho provveduto a personalizzare un menu in XML da cui avviare moltissimi software ed utilità che non necessitano di alcuna installazione).
  1. estrarre (su una qualsiasi chiavetta che abbia almeno 1Gb di spazio) il file zip per USB scaricato dal sito a questo indirizzo: https://www.slax.org/it/download.php;
  2. spostarsi (con esplora risorse) nella cartella “boot” presente sulla chiavetta e con un doppio click lanciare il file “bootinst.bat”. Così facendo avremo Slax installato in modalità persistente sulla nostra pendrive;
  3. è sufficiente riavviare avendo l’accortezza di selezionare – in fase di boot del PC – l’avvio del S.O. da USB;

Traduco quanto riportato all’indirizzo: https://www.slax.org/it/modules.php a proposito dell’impiego dei software utilizzabili una volta provato Slax in versione base:

il software aggiuntivo viene rilasciato sottoforma di “pacchetti”. E’ sufficiente copiare i moduli scaricati nella cartella /slax/modules per far sì che vengano attivati automaticamente durante l’avvio del S.O. Diversamente, è possibile utilizzare il “Software Center” durante il normale utilizzo di Slax per attivare/disattivare i pacchetti on-line. Leggi la documentazione per comprendere come utilizzare od addirittura creare e condividere i moduli di Slax.

  • meno pratico da installare su Hard Disk per un neofita (nel caso non si voglia utilizzare il S.O. in versione “Live”), mancando di fatto un link interno al sistema che permetta l’avvio automatico della procedura di installazione “persistente”;
  • interfaccia forse un po’ limitata nelle voci disponibili;
  • da verificare la possibilità di installare software che non appartenga alle estensioni riportate nella sezione “modules” del sito. Se si dovesse essere vincolati ai moduli scaricabili dal sito, sarà necessario crearsi autonomamente pacchetti personalizzati dei software.
Approfondimenti disponibili:
Porteus (http://porteus.org/)
Pregi: Criticità e/o verifiche:
  • velocità e stabilità del S.O. (meno di 4 secondi in fase di shutdown);
  • menu per la gestione del S.O. simile all’interfaccia Windows (per i nostalgici);
  • occupazione fisica su hard-disk assolutamente irrisoria (meno del 50% dell’SSD da 4Gb comprendendo l’interfaccia GUI nel formato Kde, l’intero pacchetto Libre-Office, Firefox, Skype, strumenti di sviluppo, drivers e supporto stampanti);
  • prevede sia l’impiego dei pacchetti software specificatamente studiati per Slax che l’installazione di programmi Linux-based;
  • tasti funzione (quelli a me utili – ovvero soltanto attivazione/disattivazione wifi) perfettamente riconosciuti (senza dover far ricorso all’eeecontrol);
  • moltissimi software già inclusi nel pacchetto “base”: masterizzazione, scanner, editor immagini, clipboard (una sorta di “history” dei copia-incolla effettuati), etc…;
  • possibilità di personalizzare la .iso da cui generare i file necessari all’avvio “Live” del S.O. – cfr. qui: http://build.porteus.org/;
  • semplicissimi passaggi per ottenere la versione “Live” del S.O. a cui far seguire l’installazione “persistente” su Hard-Disk
  1. andare su http://build.porteus.org/ e personalizzarsi la distro, salvando su Hard-Disk la ISO che verrà di volta in volta generata;
  2. con unetbootin (http://unetbootin.sourceforge.net/) estrarre la ISO su chiavetta USB (occhio ai dati pregressi, visto che la chiavetta verrà formattata);
  3. riavviare avendo l’accortezza di selezionare, in fase di boot del PC, l’avvio del nuovo S.O. da USB;
  4. decidere se utilizzare Porteus in modalità “Live” od installarlo mediante la voce di menu “Porteus installer”.
  • il micro-mouse (acquistato a pochissimi euri come cineseria e correttamente funzionante sotto Windows – modalità di rete ed a batteria), viene visto senza problemi se l’eeePC è alimentato a corrente. Diversamente, e solo dopo un iniziale utilizzo, viene spento… Resta comunque sempre attivo il touchpad dell’ASUS;
  • non sono ancora riuscito a comprendere come attivare correttamente il virtualbox. Mi farebbe comodo per “virtualizzare” WinXP o Seven direttamente all’interno di Porteus;
  • ancora da testare (anche per Slax) l’uscita VGA per vedere se si può utilizzare il tasto F5 (Function) per definire su quale monitor andrà inviato il segnale video (solo PC, Proiettore/TV e PC, solo Proiettore o PC).
Approfondimenti disponibili:

Concludo riportando alcune riflessioni su specifiche distro che ho ritenuto particolarmente innovative nel panorama Linux in generale. Una menzione particolare va a GoboLinux, per la sua innovativa modalità di organizzare i programmi installati in base a singole cartelle. Robolinux si distingue invece per la presenza di default di una Virtual Machine che permette di far girare Windows all’interno di Linux. Tiny Core Linux, con i suoi 12Mb di spazio occupato, ha invece il grande merito di caricarsi totalmente nella RAM, rendendo praticamente superflua l’installazione su Hard Disk. Zorin, invece – tra tutte le distribuzioni Linux da me testate – è a mio avviso la più simile a Windows in termini di interfaccia utente.

Devo ammettere che, grazie ai preziosi consigli dell’amico Juhan, mi sono affacciato su un mondo di cui fino a poco tempo fa ignoravo quasi l’esistenza, vuoi per ignoranza o per pigrizia ma soprattutto – per chi come me è un utente Windows da sempre – per l’iniziale incapacità di addentrarmi nella conoscenza di una realtà “Open” decisamente sfaccettata, in grado di declinare Linux in mille modi diversi, tenendo conto di esigenze a volte diametralmente opposte (penso in tal senso alla essenzialità di Lubit che fa da contraltare a Zorin, distro che invece strizza l’occhio ai windows-dipendenti). Le distro da me testate (ed anche molte altre di cui sono venuto a conoscenza navigando sul web) hanno a mio avviso un minimo comune denominatore che le rende vincenti rispetto ad altre soluzioni proprietarie: sono tutte il frutto di intriganti “declinazioni” di una base decisamente valida, flessibile, stabile ed in grado di girare su PC anche datati, adattandosi ad un “pubblico” decisamente vasto. L’insieme di tutte queste peculiarità, oltre a rendere ipotizzabile un loro costante miglioramento (lo testimoniano gli innumerevoli forum sull’argomento), potrà convincere molti utenti (come è stato per il sottoscritto) ad avvicinarsi al meraviglioso mondo Linux.

Per ora è tutto, gente!

Appendice:

 

Sistemi da me “Testati” o comunque valutati in modalità “Live” (da considerare che per alcuni non è stato possibile giungere fino alla installazione su Hard-Disk per motivi dipendenti dalle dimensioni richieste su disco e/o per problemi di riconoscimento dell’hardware sull’eeePC)

Tipo di Distribuzione (in ordine alfabetico)
Android-x86
Antergos
antiX
elementary
GoboLinux
Kubuntu
Lubit
Lubuntu
Mint
PCLinuxOS
Peppermint
Porteus
Puppy
Robolinux
Salix
Slax
Tiny Core
Ubuntu
Xubuntu
Zorin
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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

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  1. Proteus70 ha detto:

    Salve. Cuorisità, non ho capito cosa intende dire quando afferma: “Dovendo escludere a malincuore distro Linux del calibro di Lubit, Ubuntu, Lubuntu, XUbuntu, etc… (perché eccedenti i 4Gb di SSD a mia disposizione),”. Cosa significa “(perché eccedenti i 4Gb di SSD a mia disposizione)”? Grazie

    • openfreeman ha detto:

      Volendo installarli sull’unità da 4Gb, in fase di installazione mi venivano richiesti almeno 5,3Gb di spazio libero. Volendo dedicare a Windows la partizione da 8Gb, non mi era possibile utilizzare la parte di SSD di minor dimensione. Inoltre, immagino per problemi di riconoscimento hardware (diversamente non saprei darne una spiegazione), alcune delle distro formattavano correttamente la scheda SD da 16Gb inserita nell’eeePC, ma si bloccavano di fatto ad inizio installazione. Attendendo anche ore e verificando l’occupazione di memoria (sotto Win con AOMEI Partition Assistant), effettivamente non era stato scritto alcun file.

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