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Per dare un seguito al mio precedente post, oggi vediamo come fare a trasformare un eeePC in una Piattaforma in grado di gestire più sistemi operativi a partire dai 12Gb interni al “piccolo” di casa Asus… Stiamo parlando di un mini-pc datato su cui era preinstallato (su una memoria SSD – Solid State Disk – da 4Gb) Windows XP Home Edition. In aggiunta era prevista un’altra memoria da 8Gb (sempre SSD), per un totale di 12Gb. La RAM installata ammontava a 1Gb. Premesso che su un netbook del genere non ha senso andare a modificare l’hardware (l’upgrade – a parità di prestazioni – costa più che acquistarne uno di ultima generazione!), vediamo cosa ho fatto:

come già visto in uno dei miei altri post ho mantenuto inalterate alcune installazioni:

  • sul disco da 4Gb resta confermato “Porteus” (distro Linux);
  • sul disco da 8Gb è invece presente Win7 Ultra Lite (restano liberi quasi 2Gb);
  • altri sistemi operativi: residenti su una schedina da 16Gb inserita nella porta SD presente sull’eeePC.

Vediamo nel dettaglio come gestire una così ardita configurazione:

Per Porteus nessun problema. La fluidità di uso e la stabilità sono fuori discussione. Lo spazio disco è utilizzato per circa il 50% della capienza totale (4Gb);

Per Windows il discorso è diverso… sullo spazio da 8Gb non mi andava di installare WinXP (ormai non più supportato). Inizialmente ho provato ad installare Win8 Lite sulla scheda SD da 16Gb (Win 8 non concede l’installazione su spazi di dimensioni inferiori ai 13Gb), impiegando Rufus per crearmi una chiavetta USB bootabile. L’installazione è durata praticamente una giornata… Alla fine i tempi di accesso erano assurdi anche perchè non mi era possibile entrare in Win8 ed installare – in modalità “compatibilità” – i drivers che permettono di settare la risoluzione dello schermo ad un minino di 1024. E’ noto infatti che Win8 non tollera risoluzioni inferiori.

Quindi ho optato per l’installazione di Win7 Ultra Lite (utilizzando sempre Rufus per creare da una ISO la USB di installazione). Il processo è andato a buon fine… l’importante è – in fase di installazione – eliminare la partizione preesistente sulla SSD da 8Gb, facendone ricreare una nuova da Win7 (che prevede più partizioni automatiche). Se doveste avere problemi (come è capitato a me) con il mancato riconoscimento della schedina SD, seguite la procedura indicata in questo video. In ogni caso, a conclusione del processo, il sistema tutto sommato – oltre ad essere stabile – si è mostrato sufficientemente veloce, considerando la poca RAM a disposizione! Alcune chicche per la post-installazione: avviare i setup dei drivers ACPI e VGA (si trovano ancora per WinXP qui) in “modalità compatibilità” (nella tendina scegliere “Windows XP con Service Pack 3”)… e si avranno nuovamente funzionanti i tasti funzione e si potrà optare per la più consona risoluzione 1024×600 in alternativa alla 800×600 prevista dai drivers standard di Win7. Resta un errore nella gestione audio (viene segnalato in apertura di Win7) a cui basta rispondere OK. Non sono ancora riuscito a risolverlo ma di fatto non inficia il normale funzionamento di Win 7.

A questo punto è sufficiente installare questa Virtual Box per “virtualizzare” qualsiasi sistema operativo si voglia utliizzare sotto Win7. Purtroppo VMWare (software di virtualizzazione pratico, immediato e gratuito) non si può installare sull’eeePC causa risorse hardware non adeguate. La procedura di virtualizzazione è valida anche per Porteus, anche se la “macchina virtuale” a partire dalla distro Linux non la ho ancora provata…

Riporto sotto l’elenco dei sistemi operativi da me virtualizzati a partire dalle relative ISO (e la cui configurazione è stata salvata su schedina SD da 16Gb formattata in NTFS). La scelta ha tenuto ovviamente conto della necessità di contenere al minimo la richiesta di RAM in fase di uso delle distro virtualizzate, nonchè lo spazio dedicato ai vari S.O. Ovviamente lo spazio sulla schedina può essere implementato, passando a memorie SD più capienti o semplicemente ottimizzato, in funzione delle vostre personalissime necessità, portando di fatto i valori delle virtualizzazioni ad un numero “ennesimo” (cara la vecchia matematica insegnatami dal buon amico Michele).

Per la virtualizzazione, ho optato per una dotazione di RAM massima pari a 512Mb (di norma 256Mb), con uno spazio fisico dedicato non superiore a 1Gb (se espressamente richiesto dal S.O. in fase di “mounting” della ISO); diversamente il valore di default prevede di non aggiungere un disco fisso virtuale, così da poter testare un maggior numero di distro all’interno dei 16Gb. Inoltre tutte le distro sono state provate in modalità esclusivamente “LIVE”.

Queste le mie scelte (in ordine alfabetico), dimostratesi peraltro abbastanza fluide in fase di utilizzo (ovviamente non attendetevi reazioni in “tempo reale”; i valori (da 5 ad 1) riportati sotto, relativizzano i giudizi al sistema “KolibriOS” che si è rivelato il punto di riferimento – in termini di reattività – per tutti gli altri Sistemi Operativi. A partire quindi dal massimo voto attribuibile (valore 5) sono stati relativizzati i giudizi di tutte le altre distro. Ricordiamoci che stiamo parlando di virtualizzazioni che impegnano – in molti casi – anche il 50% della RAM totale di un vecchio eeePC. Salvo alcune eccezioni, inoltre, i tempi di caricamento della ISO si sono dimostrati piuttosto lunghi.

Va premesso che il numero esiguo di distro testate (tutte con ISO residente su scheda di memoria) è da ritenersi contenuto in funzione dei limiti intrinsechi alla SD (16Gb totali di cui restano quasi 2Gb liberi). La scelta di quale distro provare tra le tante recensite nel precedente post ha tenuto in conto i seguenti parametri (oltre ovviamente ai limiti fisici della SD sui cui sono state collocate le ISO):

  • limitata dimensione della ISO di partenza;
  • reattività della distro (testata con un maggior numero di RAM già nel precedente articolo);
  • possibilità di limitare al minimo l’impegno (in byte) sulla scheda SD durante le fasi di virtualizzazione.

Come consuetudine ho ritenuto utile riassumere le prestazioni delle varie distro secondo alcuni parametri già visti altrove:

 

LEGENDA Tabella 1:

ISO voce che riporta le dimensioni (in Gb) della ISO da cui è stata virtualizzata il S.O.
R<0,5 Occupazione RAM in fase di virtualizzazione: 0,2=256Mb   /   0,5=512Mb
HD Spazio fisico dedicato alla singola distro; valore di default: d (mancanza disco virtuale). Altri valori possibili: 0,2=256Mb  /  1 (1Gb).
USO Usabilità Sistema Operativo:
 5: risposta immediata, velocità nella apertura delle applicazioni, assenza lag in caso di più app aperte;
 4: risposta immediata, velocità nella apertura delle applicazioni;
 3: risposta abbastanza immediata in fase di uso anche in termini di apertura delle applicazioni;
 2: limitata velocità nella gestione delle applicazioni e del S.O. in generale;
 1: presenza di lag o comunque di ritardi significativi in fase di utilizzo (a fronte della RAM dedicata).

 

Tabella 1: distro virtualizzate a partire dalle relative ISO salvate su scheda SD da 16Gb interna alla porta presente sull’eeePC

 

ID Distro ISO R<0,5 HD USO Osservazioni
Android 2.2 eeePC 0,07 0,2 d 4 Molto contenuta la RAM richiesta. Più che buona la reattività generale a fronte della poca RAM dedicata. Per uscire, bisogna forzare la Virtual Machine.
Android 4.4 Kitkat 0,3 0,5 d Testata prima con 256Mb di RAM; nonostante il passaggio a 512Mb, la distro non viene virtualizzata.
AntiX-Linux 0,7 0,5 d Non testabile in quanto il kernel risulta non compatibile con la CPU dell’eeePC.
ArchBang 0,4 0,2 d 5 Un pò lento in fase di virtualizzazione; in compenso utilizza soltanto 65,6Mb di RAM (in stand-by) e poco più in fase d’uso. Il sistema risulta quindi molto reattivo, anche se è bene dedicargli 512Mb di RAM durante la virtualizzazione. Rapidi i tempi di shutdown.
Bodhi 0,6 0,5 d Estremamente lento in fase di virtualizzazione non va oltre il check dello stato della batteria. Non è possibile quindi recensirlo.
Chrome OS 0,8 0,5 d Nonostante il passaggio da 256Mb a 512Mb di RAM, la distro non è risultata testabile per i tempi di caricamento infiniti.
eeePC 1.7 1,8 0,5 d  3 Specificatamente pensato per tutti i vecchi modelli dell’eeePC, è un tantino lento durante l’apertura delle applicazioni, anche se prevede una dotazione software più che sufficiente per gestire tutte le comuni attività dell’utente medio. Sarebbe interessante installarlo e non soltanto testarlo in modalità “live”. Ottimi i tempi di shutdown.
KolibriOS 0,039 0,2 d 5 Caricato in RAM è ultra-veloce e permette di gestire le attività comunemente presenti in molti Sistemi Proprietari. Ottima soluzione, stabile anche se dalla interfaccia non eccessivamente curata se rapportata ad altre distro. Caricamento, uso ed uscita dal sistema prevedono tempi irrisori.
Lubit 0,67 0,2 d Non è possibile interagire con il programma per il lancio della modalità “Live”.
Lubuntu 0,7 0,5 d Decisamente eccessivi i tempi di attesa per il caricamento della ISO. Praticamente impossibile arrivare alla schermata iniziale.
Peppermint 0,6 0,5 d Non viene caricato in modalità “Live”.
Puppy Linux Slacko 5.7 PAE 0,16 0,2 d Nella versione “PAE”, non è compatibile con la CPU dell’eeePC
Robolinux 2 0,5 d Testata nonostante i 2Gb della ISO per vedere all’opera la Virtual Machine compresa nella distro. A fronte di tempi di caricamento piuttosto lunghi, non è stato possibile arrivare al desktop.
Semplice 0,65 0,2 d Decisamente lenta in fase di avvio della ISO, la distro manda in crash la VirtualBox di Oracle.
Slax 0,2 0,2 d Lunghi i tempi di caricamento della ISO. Impossibile testare la distro per problemi di lettura in fase di boot.
Slitaz v.4 0,035 0,2 d 4 Buoni i tempi di avvio della ISO (rispetto alle tempistiche medie degli altri S.O.). Disto decisamente reattiva durante l’utilizzo. Tempi di shutdown estremamente contenuti.
Tiny Core Plus 0,074 0,2 d 3 Lunga l’attesa per il caricamento della ISO. L’interfaccia in stile MAC non penalizza più di tanto l’accesso alle varie funzioni. Per una migliore esperienza, utilizzare – all’interno della VirtualBox – la tendina “Visualizza” e quindi il comando “Passa alla modalità scalata”. Adeguati i tempi di shutdown.
Vector Linux Gold 0,7 0,5 d 4 Contenuti i tempi di startup della ISO. Reattività in uso più che sufficiente; la lentezza può essere dettata dalla presenza dei due menù (superiore ed inferiore) e dalle animazioni sulle icone. Tempi di shutdown più che accettabili.
WattOS 0,64 0,5 d 4 Tempi di caricamento della ISO non eccessivamente rapidi. Buona la velocità in fase d’uso. Shutdown OK.
XPud 0,065 0,2 d 2 Accesso molto rapido al desktop anche se qualche significativo rallentamento in fase di utilizzo delle funzioni principali. Velocissima la fase di spegnimento. Sussiste, per i Windowsiani, la possibilità di installarlo a partire da un file eseguibile scaricabile da qui.
Zorin 1,4 0,5 d Testata nonostante le dimensioni importanti della ISO per valutare quanto sia simile a Windows ed eventualmente possa sostituire il S.O. di casa Gates. Accesso al desktop talmente lungo da non rendere fattibile un test in tempi brevi.

Per concludere, direi che le distro più “scattanti” tra quelle testate sono risultate – a mio parere – KolibriOS, e ArchBang, mentre la meno veloce del gruppo è stata XPud. Una particolare menzione va a eeePC 1.7, non a caso distro specificatamente pensata per l’eeePC, mentre Zorin si caratterizza per l’interfaccia “Windows Friendly” e per la completezza di software, a fronte di una dimensione della ISO tutto sommato contenuta.

Sebbene non sia riuscito a testarle tutte sull’eeePC (principalmente per motivi legati alle prestazioni di un processore e ad un quantitativo di RAM con scarsa vocazione alla virtualizzazione), a mio avviso tra le distro presentate in tabella è interessante prestare particolare attenzione – nei loro sviluppi futuri – a quelle riportate sotto, dal momento che – oltre ad essere supportate da continui upgrade – sembrano stabili, complete e tutto sommato veloci (tenendo conto che, una volta installate, dovrebbero risultare decisamente più rapide):

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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

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  1. juhan ha detto:

    Un po’ di domande:
    1) ha senso installare una virtual box con risorse così limitate?
    2) il sub-notebook (come l’eee) è complementare o alternativo al tablet?
    3) per Windows quale versione: 7 come mi dicono in tanti o 8 come vogliono venderti adesso ma pare che presto (l’anno che verrà) si cambia tutto?
    4) Android e Chrome sono SO validi come Linux o Windows? (con/senza collegamento internet)
    5) ma alla fine quale configurazione “di lavoro” proponi?

    • openfreeman ha detto:

      Risposte al volo:
      1) no; ha senso solo per testare le distro e scegliere quale installare… Lavorare in Virtual Box su un eeePC non è il massimo;
      2) l’eeePC non è alternativo al tablet… la procedura serve soltanto per non gettare PC vecchi ancora funzionanti… e soprattutto per dimostrare che un buon sistema operativo può richiedere anche pochissime risorse per funzionare;
      3) non ci saranno più sistemi come WinXP che dureranno 14 anni… è la legge del mercato e dunque è bene trovare soluzioni alternative ed “open”;
      4) credo di si… per l’esperienza che ho fatto, Android e Chrome possono insidiare da vicino sia Linux che Windows, come Android ha già fatto sul fronte telefonia a discapito di Symbian ed in parte di Apple, BlackBerry e Windows;
      5) ho lasciato libero l’utente di scegliere e non lo ho volutamente chiarito… anche se forse la cosa può aver generato un tantino di confusione. Direi comunque che una cosa è chiara: un vecchio PC può tranquillamente rivaleggiare con gli ultimi ritrovati della tecnologia, fermo restando che se ne voglia fare un uso normale (scrivere, navigare in internet, creare presentazioni, gestire calcoli, etc…). Tra l’altro, avendo una tastiera “fisica” e non “virtuale”, è molto più comodo se si deve lavorare… Pensa che, da perfetto nostalgico ed appena posso – al cellulare i miei SMS o li detto (via sintesi vocale Android) o li scrivo da PC (connettendo lo smartphone via bluetooth utilizzando My Phone Explorer). Capirai… sono un “vecchio” ed amo le comodità e la praticità di una tastiera estesa… non di una “virtuale” dove lettere e numeri sono accorpati “tre a tre”.

  2. […] sempre stato attratto dalla estrema portabilità. Sia che si trattasse di software o di hardware, l’idea di poter essere raggiunto ovunque, di leggere le mail o semplicemente di verificare […]

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