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Come fare a portarsi l’intero set di programmi che di solito utilizziamo in ambiente Windows senza dover traslocare il PC fisso?

Le risposte, in puro stile telequiz, potrebbero essere:

  1. portarsi dietro i dati e sperare che, sul computer su cui lavoreremo, ci siano pre-installati i software che servono;
  2. comprarsi un netbook su cui installare l’inimmaginabile;
  3. creare una esatta copia dell’hard-disk comprensiva di tutti i programmi fino a quel momento installati;
  4. passare al tablet e cancellare tutti i “sudati” dati immagazzinati su Hard-Disk;
  5. utilizzare una chiavetta USB su cui, oltre ai dati, copiare tutti i software utili in modalità standalone;
  6. mettere su chiavetta dati e software (questi ultimi in versione portable) e creare un menù per il lancio dei programmi secondo necessità.

Per ogni risposta, ho provato a tracciare un “profilo” dell’utente-tipo:

  1. “lo speranzoso”: affidarsi alla fortuna può essere cosa buona e giusta… ma come dice il proverbio: “chi fa da sè fa per tre” e dunque trovarsi con dei file specifici (penso a realtà tridimensionali oppure a file multimediali particolari) e non sapere se si potranno modificare sul PC “ospite”, è piuttosto spiacevole (anche solo per il tempo da dedicare alla “ricerca del sofware perduto”);
  2. “il riccone”: situazione che, in questi preciso periodo storico, può essere condivisa da pochi eletti… In tal caso, l’utente avrà sicuramente anche i denari per chiamare qualcuno che gli formatti il PC ogni 6 mesi, visto che giocare alle “installazioni selvagge” crea di per sè i presupposti per rallentare e/o incasinare il sistema operativo di casa Gates;
  3. “il cauto”: c’è chi mette la cintura e le bretelle per essere tranquillo che non gli si sfileranno i pantaloni… ma siamo sicuri che saremo in grado di utilizzare su un altro PC i programmi semplicemente trasferiti da una memoria di massa ad un’altra? E ogni quanto andrà fatto questo pseudo-backup? E sì perché nel tempo potremmo aggiungere software e sarà difficile aprire i file se non avendo a disposizione l’ultima release del nostro prezioso backup. Inoltre i tempi di copia e lo spazio occupato ci costringeranno a viaggiare con una memoria di massa decisamente capiente (e costosa);
  4. “l’innovativo”. Cavalcare una tecnologia decisamente imbizzarrita può far perdere tanto tempo e denaro… Questa via, se è percorribile per chi “maneggia” dati convenzionali ed abbastanza interoperabili (leggi, per esempio, Suite Office), si rivela impraticabile per formati file specifici, decisamente poco compatibili passando da Windows ad Android o ad altro S.O. (iOS, Blackberry, etc…);
  5. “il pratico”: si tratta di una persona che non intende perdere tempo ed alla cintura, al posto del coltellino svizzero multifunzione riposto nella custodia da pantaloni, si porta dietro una chiavetta USB da 16 o 32Gb in cui mettere tutto quello che gli serve;
  6. “il creativo-pratico”. Trattasi di una evoluzione darwiniana del “pratico”. Se infatti sono molti i software che si maneggiano, conviene avere una qualche utility che permetta di “fare ordine” e lanciare soltanto quello che serve quando serve.

Direi che sia venuto il momento, nel prossimo post, di analizzare la complessa e per certi versi intrigante personalità del “creativo-pratico”.

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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

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  1. juhan ha detto:

    E pensare che mi hai detto che sei in ferie! Spero di non aver rivelato un segreto che neanche NSA sapeva e attendo il prossimo post con impazienza.
    Un paio di domande:
    1) tutti ti lasciano usare il loro prezioso e vulnerabile (c’è Windows dentro) PC?
    2) se sei spesso in trasferta riesci a fare a meno del portatile? probabilmente oltre al programma ci sono dati, settaggi e quant’altro.
    Buone ferie, nèh!

    • openfreeman ha detto:

      Purtroppo non sono ancora in ferie… ma mi diletto comunque con il Blog (famiglia, lavoro e tempo permettendo)!
      Diciamo che, vista la diffusione di Windows tra i comuni mortali, è facile trovare PC su cui testare i vari software. Tieni conto che:
      domanda 1: la maggior parte degli utenti sa a mala pena come difendere il PC dai virus; quindi – declinando il verbo “chiavare” in una accezione informatica connessa alle memorie di massa, finisce per “chiavare senza preservativo”…
      domanda 2: parafrasando una famosa pubblicità di una nota marca di orologi, posso esclamare felice: “toglietemi tutto ma non la mia chiavetta USB”! Praticamente, backuppando sempre i dati appena arrivato a casa, sono assolutamente indipendente in qualsiasi lavoro faccia e, dunque, non mi porto dietro “pesanti” netbook o tablet. Mi basta una porta USB ed il gioco è fatto. In merito ai settaggi, per l’esperienza maturata sulle centinaia e centinaia di software resi portabili, in fase di avvio molti software – se lanciati su altro PC – riscrivono il loro file ad estensione “.ini”. Ovviamente sto parlando di software che si possono effettivamente rendere standalone… Se la cosa è infatti fattibile per “WinOffice”, non lo è – per esempio – per AutoCAD, anche se entrambe le Suite le ho rimpiazzate grazie ad una miriade di “sostituti” freeware assolutamente all’altezza…

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