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Sull’onda di questo articolo e di un interessante post visto su “OK, Panico”, colgo l’occasione per fare alcune riflessioni. Sono sempre stato un windows-dipendente per motivi principalmente legati all’ambito lavorativo e ludico… a 43 anni sono nato con il Commodore VIC 20 per continuare la mia esperienza “operativa” con Win 3.x a cui sono seguite le varie altre evoluzioni dei S.O. di casa Gates. Se WinXP è sopravvissuto per 14 anni (!!!), fin troppo forse, visto che in ambito digitale la permanenza troppo a lungo di un prodotto è indice di scarsa attenzione al miglioramento dello stesso (è puramente casuale il confronto con l’aifon6 appena uscito), credo che ora si stia davvero esagerando. Ai Sistemi Operativi di casa Gates non si chiede cotanta longevità, ma Win9, a ben vedere, segue due precedenti release (Win 7/8) rilasciate a distanza di brevissimo tempo… Se questo avvicendamento può far felice gli smarthoniani (quelli che cambiano device ad ogni nuova uscita del loro caro “amico tascabile”), resta a mio avviso di difficile digestione per chi abbia appena rinnovato il parco “macchine” (desktop PC, netbook e tablet), ritrovandosi di fatto a dover inseguire l’ultimo sistema operativo che garantisca peraltro aggiornamenti a volte necessari o drivers indispensabili per poter installare altri hardware (provate a gestire, per esempio, una stampante per XP ancora funzionante su Win 8… lo stesso discorso vale per tanti altri device). Quanti “gadget”, perfettamente operativi, dovremo ancora gettare prima che qualcuno si ponga il problema del loro praticamente impossibile riciclo? Con buona pace della sostenibilità ambientale, voglio cercare di andare oltre. Pongo alcune domande a cui provo a dare alcune risposte multiple.

Domanda nr. 1: ma perché continuare ad inseguire improbabili nuovi successi commerciali, senza guardare al proprio passato per migliorarlo?

Possibili risposte:

a) pur di far girare il denaro, serve complessificare i codici per vendere più RAM e processori via via più performanti;

b) l’esperienza touch è il futuro. Dunque anche la modalità desktop deve adeguarsi (peccato che lavorare o giocare siano cose decisamente diverse e forse nel primo caso serve una tastiera ed un mouse con cui interfacciarsi al software in maniera molto più rapida e complessa rispetto alle semplici dita, N.d.R.);

c) Houston, non sappiamo che fare! Buttiamo sul mercato il primo S.O. che ci capita e vediamo le reazioni.

Domanda nr. 2: perché barattare una sicura stabilità (fatta magari di qualche patch di aggiornamento) con il continuo susseguirsi di nuove release?

Possibili risposte:

a) per motivi puramente commerciali. Imporre un nuovo S.O. porta soldi (soprattutto se si è insoddisfatti di quello che lo ha preceduto);

b) se si sono creati in passato i presupposti per un ipotetico monopolio, sarà difficile che l’utente possa rivolgersi altrove. A questo punto la robustezza del sistema può passare in secondo piano (soprattutto se ormai si è annunciata l’uscita del nuovo S.O.);

c) semplicemente perché si sono fatti errori strategici, puntando su interfacce che di rivoluzionario avevano ben poco e sono state abbandonate per tornare sui propri passi.

Resta un’altra strada praticabile: affidarsi a sistemi non proprietari che siano stabili, performanti ed economici (è di qualche giorno fa un crash sul mio PC di casa risolto egregiamente in modalità live da una distro Linux mentre Windows si era in precedenza interrogato per ore su quale hard-disk scegliere per l’installazione, senza peraltro risolvere l’eterno dilemma: essere o non essere all’altezza della diretta concorrenza?).

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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

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  1. juhan ha detto:

    Post che meriterebbe una risposta più lunga dello stesso post.
    In sintesi, Vista e 8.x non sono S.O. seri. Non vanno bene per il lavoro di squadra (lì al Poli quanti usano l’8?). Non ha neanche senso correre dietro alle novità pheege (come il touch, abbiamo ottimi monitor vecchi che vanno benissimo anche per il CAD). Per cui si ripiega su Sette, con rimpianto.
    Evidentemente c’è qualcosa che non va a Seattle e tra i fedelissimi che usano non solo M$Office ma Internet Explorer.
    O no? E se la decisione l’ha presa l’über-boss il problema è ancora peggiore.

    • openfreeman ha detto:

      Verissimo… tra l’altro si è passati da un quasi totale monopolio ad una situazione di estrema e validissima concorrenza… La crisi ha poi dato il colpo di grazia: molti passeranno a Linux non tanto per scelta quanto per risparmio… Speriamo di vedere in futuro smuoversi qualcosa… non fosse altro per capire se Linux è in grado di soddisfare una pletora di utenti ancora tanto affezionata al mondo Windows.

  2. […] in un moto di preveggenza, avevo già in parte affrontato il problema. A riprova di quanto scritto, vorrei soffermarmi su questo articolo segnalatomi da Juhan. Se le […]

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