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A seguito di interessanti osservazioni poste da alcuni amici via mail e grazie anche alla complicità di uno dei miei precedenti post, vorrei dare una risposta al seguente “amletico” quesito: gli studenti di oggi utilizzano ancora il tecnigrafo per disegnare i loro progetti? A questa domanda sento di poter affermare – senza timore di smentita – che un giovane laureando in architettura od ingegneria, se interrogato su come sia fatto un tecnigrafo e se di recente ne abbia usato uno, finirebbe per dare risposte spassosissime sul modello di Aldo Baglio nella famosa scena della “cadrega“… Escludo infatti che, ad oggi, i giovani rampanti perdano tempo a disegnare a china, sapendo già da subito che ogni modifica operata magari in 2D non si ripercuoterà in automatico sul 3D… anche perchè a tecnigrafo, il 3D non esisterà fino a quando non lo si disegnerà di sana pianta… Troppo traumatico per i nativi digitali pensare a cotanto lavoro! Ma vediamo le cose in maniera più costruttiva! Esiste a mio avviso una compenetrazione tra cartaceo e digitale che potrebbe dare ai colleghi neo laureati grande soddisfazioni, aprendo forse nuove professionalità e spiragli in ambito lavorativo… Metodo peraltro impiegato con successo dal sottoscritto per partecipare a molti concorsi di design… Questa in sintesi la procedura da me adottata:

  1. realizzare il disegno voluto in 2D utilizzando un qualsiasi CAD (che elabori però in automatico il relativo 3D). In questo caso può andar bene il gratuito “SweetHome3D” od il programma a pagamento della IMSI Software “Turbo FloorPlan3D“;
  2. stampare le varie viste 3D di interesse (insieme alla planimetria in 2D);
  3. rielaborare, a china (o a colori) e con un tocco di originalità (a volte stravolgendone in itinere i contenuti), le viste 3D semplicemente ponendo un foglio di carta da lucido sulla realtà tridimensionale “pre-confezionata”;
  4. scansire le varie viste 3D ed inserirle, insieme alla pianta (anch’essa in formato immagine), in un foglio di PhotoShop o, meglio, del gratuito GIMP.

A questo punto i risultati saranno sicuramente migliori di quelli che si possono conseguire utilizzando software dedicati al mondo della progettazione e che promettono di replicare l’effetto “tremolante” del disegno manuale… Da buon docente universitario posso solo dirvi che quanto ottenuto non sarà mai paragonabile a ciò che si può osservare in un elaborato fatto “a mano”. Per un semplice motivo: il PC – in post-produzione – tenta di simulare il “tratto” caratteristico della mano umana impiegando linee “incerte” che si ripetono sempre uguali, cosa che invece non accadrà mai in qualsiasi elaborato cartaceo, in cui le incertezze nel tratto non saranno mai paragonabili a quelle immediatamente contigue.

Per questi motivi mi sento di dare un consiglio ai Colleghi più giovani: imparate a diversificare, personalizzare e rendere unici i vostri disegni. Il CAD è solo un semplice strumento (come lo erano le rapidograph ai miei tempi). Se però una volta a fare la differenza erano la “mano dell’artista” e l’originalità del progetto, usando il CAD resta solo il secondo fattore, quello della validità delle scelte progettuali, visto che sul fronte “strumentale” si gioca sostanzialmente “ad armi pari” con gli altri “concorrenti”. Ed è quindi il modo di presentare i propri elaborati che rende unico l’approccio del singolo, diversificandolo dagli altri. Lo so che costa fatica… ma disegnare un po’ a mano serve anche per essere in grado, un domani, di metter giù in un attimo una vista 3D anche a PC spento, risolvendo anche solo dubbi di cantiere (il riferimento al progetto “costruttivo” è del tutto casuale)… ed a buon intenditor poche parole…

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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

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  1. juhan ha detto:

    Due osservazioni da vecchio: 1) il tegnigrafo nella foto è per mancini; 2) è anche molto vecchio, più di me.

  2. […] Interessanti compenetrazioni tra disegno a china e CAD ::: OpenFreeMan […]

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