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Riprendendo un post che mi chiama a rapporto (per Juhan sempre a disposizione!), sono dell’idea:

  • che non sia necessario entrare nel merito di come vengano visualizzati i vari siti proposti su un dispositivo portatile o fisso… in tal senso liquiderei la questione sottolineando come – a mio avviso – alcuni di essi riescano a rendere più agevole l’esperienza visiva mentre altri necessiterebbero di maggior cura nella organizzazione del layout pagina. Comunque, il massiccio impiego di smarthphone da parte degli utenti, costringerà prima o poi tutti a porsi il problema di “confezionare” pagine web effettivamente consultabili su schermi inferiori ai 7 pollici;
  • che siano principalmente 6 gli aspetti da tenere in conto per rispondere alla amletica domanda posta da questo post:
  1. cosa devo fare sul device? Lavorare, giocare, trascorrere il mio tempo libero?
  2. sono impedito (come il sottoscritto) ad immettere testo e ad interagire con qualsiasi software mediante la sola esperienza touch?
  3. mi trovo in difficoltà adottando schermi piccoli?
  4. devo gestire molte finestre aperte in parallelo, oppure il multitasking non è il mio pane?
  5. se riuscissi a trovare qualcosa che mi permettesse di superare l’impasse della sola esperienza touch, coniugando l’input virtualizzato mediante dita con la più tradizionale tastiera fisica, sarei in qualche modo agevolato?
  6. per quello che devo fare, la RAM, la scheda grafica e la dimensione dello storage possono rivestire un ruolo secondario?

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare qualche riflessione su ogni singolo punto.

PUNTO 1: per il sottoscritto lavorare e giocare sono cose da tenere ben distinte. Per lavorare (penso al multitasking ed alle innumerevoli schede aperte in Firefox) mi è necessario uno schermo grande che supporti finestre “a go go”. Per il tempo libero, anche solo per leggere le mail, se proprio sono lontano da un PC con una tastiera fisica, posso tranquillamente lavorare su tablet (da 7 pollici in su).

PUNTO 2: sicuramente, a differenza dei nativi digitali, non riesco proprio ad immettere testo via touchscreen con la stessa rapidità con cui uso una tastiera fisica. Se devo però essere sincero, il problema in questo caso è di facile risoluzione se si interfaccia il device portatile con il “Win-PC”. Avendo Android sullo smartphone, utilizzando MyPhoneExplorer, riesco a tramutare l’esperienza touch a mio vantaggio (almeno per quello che mi serve), evitando perdite di tempo ed arrabbiature varie.

PUNTO 3: non avendo particolari problemi con risoluzioni alte e caratteri lillipuziani, ho sempre anche lavorato e giocato su schermi piccoli (cfr. eeePC da 10 pollici), anche se – appena posso – corro ai ripari con un bel 21 pollici Full HD. Non è infatti solo la risoluzione a fare la differenza, ma anche lo spazio desktop su cui organizzare le varie finestre.

PUNTO 4: per gli amanti del multitasking, sebbene molti smartphone e tablet (è corretto aggiungere “di fascia alta”) prevedano la possibilità di lavorare con più finestre aperte, l’esperienza che si può avere su un monitor grande è sicuramente più appagante che su quelli di minor dimensione.

PUNTO 5: da tempo, non tanto per rimpiazzare il mio vecchio eeePC ma semplicemente per superare l’impasse dei 4Gb di Hard Disk primario (!) presenti su questo sempre valido netbook, mi sto guardando intorno per vedere di trovare un sostituto all’altezza. A prezzi decisamente accessibili esistono alcune soluzioni che prevedono l’affiancamento di una tastiera fisica ad un tablet touch. Ciò che frena molto del mio entusiasmo, è l’interfaccia minimale di “input-output” del “gadget” in questione. Non fraintendetemi: non sto parlando di risoluzione, spazio disco o RAM… Ormai alcuni di questi device arrivano a 1920 pixel, hanno anche Hard-Disk da 32-64Gb e 1-2Gb di RAM… quindi sono tranquillamente in grado di gestire anche attività lavorative più o meno impegnative, sia in ambiente Windows che Linux (non cito Android perchè per il lavoro – CAD e grafica in genere – è forse ancora un pò “acerbo”. Vi lascio immaginare la “praticità” nello scontornare l’hamburger di cui sopra con le sole dita ed a a partire da software non avanzato!!!). Il problema si pone (ed è il mio caso) quando si debbano condividere i contenuti per esempio su una LIM o via proiettore. E’ vero che magari esiste l’uscita micro-HDMI sullo chassis del device… ma il passaggio dalla HDMI alla VGA dei “vecchi” proiettori prevede l’acquisto di un “gadget” costoso che non è poi sempre detto che funzioni… Inoltre – cosa ancor più difficile da digerire per l’utilizzo quotidiano ed in parte giustificabile per il deciso contenimento degli spessori dei tablet ed il poco spazio a disposizione, la maggior parte dei device in commercio hanno una sola presa micro-USB… ed anche qui per poter utilizzare un mouse, una chiavetta USB ed un Hard-Disk esterno (ormai la quasi totalità dei tablet hanno incorporato sia il wifi che il bluetooth… altrimenti servirebbero ulteriori hardware USB per la connettività), una sola porta di input è davvero poca cosa! Anche se alcuni device prevedono una ulteriore porta USB 3 sullo chassis della tastiera, bisogna anche qui ricorrere ad un hub che aggiunga un numero di porte n-esimo al nostro caro “gadget ultra-portatile”. Sorge quindi spontanea una domanda: ma passare ad una soluzione “ibrida” è poi così utile se, in fase d’uso, si rende necessario acquisire una serie di periferiche che ne pregiudicano l’effettiva portabilità, visto che – tra hub USB, cavi di proiezione, mouse esterno, etc… – il “tablet-PC” assomiglia più ad un malato terminale, avvolto in un groviglio di sonde e sondini?

PUNTO 6: sebbene molti device mobili vantino ormai prestazioni paragonabili alle soluzioni desktop di qualche anno fa, non credo sia neppure immaginabile lavorare al CAD su uno smarthphone dallo schermo “generoso” (penso ad un 6 pollici), cosa che – di contro – può diventare fattibile con tablet di fascia alta e dagli schermi un tantino più ampi (qui un esempio abbastanza illuminante). Da utente decisamente soddisfatto della portabilità del suo preziosissimo eeePC (performante il giusto e con ben 3 prese USB… ad oggi molti netbook di ultima generazione si fermano a 2… che brutta cosa se si vuole avere a disposizione contemporaneamente un mouse tradizionale, 1 chiavetta USB ed una periferica bluetooth da inserire nella restante porta), sto cercando altro proprio per la dimensione minimale del suo Hard-Disk. E la mia provocazione è questa: visto che i tablet, quando va bene (a meno di voler spendere cifre spropositate), hanno al massimo 16-32Gb di SSD, siamo sicuri che la situazione cambi molto dai 4+8Gb di SSD dell’eeePC a cui si affiancava un lettore di schede SD della capacità non irrilevante anche se non superiore ai 32Gb?

Cosa dire? Probabilmente in futuro la disponibilità di device portabili decisamente performanti, dalle dimensioni generose (in quanto a schermi) e dai pesi sempre più contenuti, se da una parte renderà obsoleti i vecchi PC da tavolo, dall’altra non risolverà l’annoso problema della effettiva “praticabilità lavorativa” del loro impiego. Resto dell’idea che la vera discriminante per la scelta di una soluzione esclusivamente touch rispetto ad una anche solo mista (è il caso dei PC “All-In-One” con schermo tattile o dei “tablet-PC” che strizzano l’occhio ai netbook) sia legata principalmente a cosa si deve fare con il “gadget” acquistato… Per quanto mi riguarda perderei troppo tempo a gestire dati semplicemente utilizzando le dita. Non a caso, proprio per venire incontro ai niubbo (neologismo Juhanesco) come me, sono sempre più “di moda” le soluzioni “ibride” che legano megneticamente (è proprio il caso di dirlo) un tablet touch ad una tastiera fisica (cfr. punto 5). Ora lascerei ai posteri ed a voi lettori l’ardua sentenza su cosa ci aspetta per il futuro, sia a livello di hardware che di sistemi operativi. La discussione è aperta. Chiunque voglia, può commentare questo articolo direttamente qui nel blog.

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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

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  1. juhan ha detto:

    Quasi completamente d’accordo. E complimenti per come hai superato i limiti del mio post 🙂 Bello come da un incontro saltino fuori cose complementari ma completamente non sovrapponibili, nessuna ripetizione; anche per questo mi son messo subito al lavoro, per arrivare primo 🙂
    Un’unica osservazione: leggere la mail; probabilmente bisogna rispondere e se la risposta dev’essere lunga…

    • openfreeman ha detto:

      … con uno schermo da 7″ in su si può anche rispondere alla mail con la tastiera virtualizzata e ben visibile a monitor… anche se in tal caso opterei per la funzione “dettato” prevista in Android ed andrei a correggere solo le parole che il device non abbia correttamente compreso…

  2. […] Smartphone, Tablet o PC? post complementare al mio sul web in mobile ::: OpenFreeMan […]

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