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Ormai gli schermi degli smartphone di ultima generazione hanno raggiunto dimensioni (e consumi) non indifferenti. Senza parlare delle funzionalità… ormai con il cellulare si finisce per fare un po’ di tutto. Anche senza utilizzi intensi, dunque, la batteria finisce irrimediabilmente per scaricarsi in fretta, non arrivando a volte neppure a metà giornata (!). Sembra però che il problema sia in via di risoluzione. E’ infatti allo studio (presso l’Università californiana di Stanford) una batteria che potrà essere ricaricata completamente nel giro di un solo minuto. L’accumulatore di nuova generazione dovrebbe essere in alluminio, è pare destinato a rimpiazzare le “vecchie” batterie, comprese quelle al litio attualmente utilizzate per cellulari e pc portatili.

Almeno sulla carta l’utilizzo degli ioni di alluminio dovrebbe garantire:

  • una durata maggiore;
  • una rivoluzione in termini di riciclo delle batterie esauste, con non indifferenti vantaggi per l’ambiente;
  • un alto livello di sicurezza in servizio (in particolare rispetto a quelle distribuite fino ad oggi) in quanto i nuovi accumulatori prevedono una “immersione” in soluzione salina liquida a temperatura ambiente (quindi non infiammabile) che sarà possibile racchiudere in una bustina flessibile;
  • ridotti valori di surriscaldamento e/o rischi di autocombustione, possibili invece per le batterie al litio prive dell’elettronica di controllo.

Ad oggi il prototipo pare abbia sostenuto 7.500 cicli di ricarica senza perdere di fatto la sua potenza iniziale. Al proposito va ricordato che le normali batterie agli ioni di litio cominciano a “decadere” a livello prestazionale già a partire dalla centesima ricarica.

Inoltre, i nuovi accumulatori dovrebbero essere meno costosi se paragonati ai loro predecessori, dal momento che il processo per ottenere gli ioni di alluminio risulta più “economico” rispetto a quelli di litio.

Il grande limite della batteria di Stanford che non ne ha permesso ancora la commercializzazione è, almeno per ora, il voltaggio che si attesta attorno ai 2 volt, valore ben lontano dai 5 volt necessari per far “lavorare” i più diffusi prodotti di elettronica di consumo.

Su Google potete trovare svariati approfondimenti in materia.

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Informazioni su openfreeman

Mi chiamo Alberto Giacardi. Laureato in Architettura e con un Dottorato in Ingegneria Edile, passando per un Master in Management del Patrimonio Immobiliare, da sempre sono alla ricerca di software OpenSource o comunque Freeware per la gestione del PC. Ho deciso di firmarmi "OpenFreeMan" fondamentalmente per due motivi: mi sento "Open", ovvero "aperto" al dialogo ed alle critiche nonchè all'«Open»Source. "Free" perchè sono "senza padroni" (o forse semplicemente perchè propugno da tempo immemore l'importanza del «Free»ware, in informatica e nella vita). Credo infatti sia necessario poter permettere a qualsiasi utente, a prescindere dalla sua "alfabetizzazione informatica" o precedente esperienza manuale (fronte bricolage), di approcciarsi ad argomenti di interesse in maniera facile, senza complicazioni e con uno sguardo non irrilevante al portafogli. Sono inoltre un grande appassionato di bricolage, declinato in qualsiasi forma: legno, acciaio, alluminio, cuoio sono gli ingredienti fondamentali di molte mie creazioni e troveranno posto in qualche post all'interno del blog... anche se parleremo molto di più di informatica spiccia!!!

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